Ortodoc – Canecapovolto

canecapovolto: “Ortodoc” (03:48)

UN LUOGO CHE NON ESISTE

L’idea che sta dietro la pratica di questa tecnica di registrazione deriva dall’impossibilità (e forse anche dall’inutilità) di restituire all’ambiente la sua stessa registrazione (ciò che gli è stato sottratto tecnicamente) e dalla ricerca di un bilanciamento interessante tra natura e trascendenza acustica. Due registratori audio uguali, con i loro microfoni incorporati, configurati nella stessa maniera, vengono posizionati l’uno di fronte all’altro, ad una distanza che decideremo: quell’area sarà il luogo in cui si potrà realizzare il paradosso di una simmetria asimmetrica. Nella fase di editing viene completato questo spazio artificiale, in cui lato destro e lato sinistro si sovrappongono. Decideremo quindi la percentuale di presenza di ognuno dei 4 canali per rappresentare lo spazio. (i canali destro e sinistro opposti di ogni registratore possono ad esempio essere regolati su -9db).

Attraverso il montaggio dei 4 canali i suoni sembreranno “esistere”” contemporaneamente a destra ed a sinistra, in 2 punti diversi dello spazio.

Si tratta di una pratica di registrazione basata sull’ambiguità e su un eccesso di informazioni sonore, in grado di confondere le nostre percezioni e che può fornire alcune spiegazioni riguardo il funzionamento del cervello e dell’ascolto, dello spazio fisico/mentale e naturalmente della non esistenza di una “realtà” acustica oggettiva.

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